SISTEMA

“RBM KILMA”

CERTIFICATO IIP

Il sistema “RBM Kilma”, dedicato agli impianti di climatizzazi-

one radiante, ha ottenuto la certificazione IIP (Istituto Italiano

dei Plastici).

La certificazione riguarda i singoli componenti del sistema, il

software di calcolo utilizzato dall’ufficio progettazione per la

realizzazione dei disegni di posa e l’intero pacchetto radiante

RBM Kilma con tutti gli elementi che ne fanno parte (tubazioni,

pannelli isolanti, collettori, centraline di miscelazione e raccordi).

Sono certificati anche dati tecnici fondamentali come la resa,

le perdite di carico e l’efficienza del sistema riportate nella

relazione di calcolo rilasciata dall’ufficio RBM Kilma a corre-

do del disegno di posa.

Codice 1-4

Descrizione Bagno

Area 4.93 [m2]

L. Tot 76 [m]

Num. Circuito 2

L.Tot44[m]

Num. Circuito 1

L. Tot 79 [m]

Num. Circuito 8

Codice 1-1

Descrizione Soggiorno

Area 23.75 [m2]

L. Tot 77 [m]

Num. Circuito 3

L. Tot 83 [m]

Num. Circuito 7

Codice 1-7

Num.Circuito5

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IMPORTANTE

Il presente schema di posa dell'impianto è solamente una linea guida per una corretta

posa delle tubazioni. Non ha valore di progetto, nè intende sostituirsi ad esso, salvo

che non venga verificato ed approvato da un tecnico qualificato in ottemperanza alla

legislazione vigente.

Il presente schema di posa è stato realizzato in base agli elaborati grafici ed alle

informazioni da Voi forniteci. RBM KILMA non si assume responsabilità per eventuali dati

mancanti, omessi o non corrispondenti alla realtà.

GIUNTI DI DILATAZIONE

I giunti di dilatazione dovranno essere realizzati:

- su tutto il perimetro dei locali per assorbire i movimenti della gettata;

- sulle soglie delle porte;

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ponenti edilizi che penetrano nello strato di supporto (pilastri, caminetti in

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erfici dei giunti possono superare tali dimensioni, con un rapporto massimo in lunghezza di

I giunti devono arrivare fino alla superficie del rivestimento.

Attenzione:

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la posa del rivestimento e, nel caso di rivestimenti

1. GUIDA ALLA POSA DELL'IMPIANTO

- Verificare che i passaggi indicati nella tavole siano in pratica percorribili ovvero liberi da intralci

o altri impedimenti.

- Verificare che lo spessore del pavimento disponibile sia come da disegno.

- Nelle zone vicino ai collettori, dove si accumulano le tubazioni di andata e ritorno dei circuiti,

per evitare un'eccessiva emissione termica e conseguente disomogeneità della temperatura del

pavimento, si consiglia di coibentare in modo alternato le tubazioni.

- I giunti di dilatazione devono essere eseguiti nelle posizioni e nelle modalit

à indicate. La

superficie dei singoli settori non deve superare quanto sopra indicato.

2. COLLAUDO DELL'IMPIANTO

Terminata la posa delle tubazioni dell'impianto sarà obbligatorio provvedere al collaudo idraulico

come segue:

PROVA PRELIMINARE

- Riempire i vari circuiti dell'impianto realizzato, collegandosi al collettore di distribuzione, al fine

di sfogare eventuali sacche di aria.

- collegare la pompa di pressione manuale al collettore e collaudare ciascun circuito ad una

pressione pari a 2 volte quella di esercizio con un minimo di 6 bar, verificare e ripristinare ogni

15minuti (n.b. tale pressione non dovrà comunque superare la pressione nominale indicata dal

Costruttore dei componenti installati)

Al termine della pre-prova la pressione idrostatica dovrà essere stabile.

PROVA DEFINITIVA

- Collegare la pompa di pressione manuale al collettore e collaudare ciascun circuito ad una

pressione pari a 2 volte quella di esercizio con un minimo di 6 bar, verificare per almeno 24 ore

(n.b. tale pressione non dovrà comunque superare la pressione nominale indicata dal Costruttore

dei componenti installati)

La caduta di pressione massima dovr

à essere pari a 0,3 bar.

Attenzione:

Una caduta fisiologica della pressione idrostatica pu

ò verificarsi in funzione di variazioni di

temperatura.

Per differenze di +/- 10 gradi la pressione potrebbe variare di circa 1 bar.

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ambientali, successivamente alla prova

idraulica preliminare e previa installazione di appositi tappi di tenuta sulle vie libere e sulle valvole

di sfiato, può essere realizzata con aria.

È buona norma prevedere, nella fase di presa/indurimento del massetto radiante, degli opportuni

vasi di espansione atti ad evitare gravi danni o rotture dei componenti causati da possibili

innalzamenti di pressione dovuti ad elevate variazioni di temperatura.

3. MASSETTO CON GETTO ADDITIVATO

Il getto che copre le tubazioni e forma il massetto, deve essere composto dai materiali e nelle

proporzioni riportate nelle apposite normative.

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L'asciugatura del massetto prima della posa del pavimento dovr

à consistere in un periodo di

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20 N/mm2 (200 Kg/cm2) (n.b. consigliabile 250-300 Kg/ cm2, verificabile con prove

sclerometriche)

4. PRIMO AVVIAMENTO DELL'IMPIANTO

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eseguire almeno 21 giorni dopo la posa del massetto o in conformit

à alle istruzioni

Il riscaldamento iniziale inizia ad una temperatura di alimentazione compresa tra i 20°C ed i 25°C,

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processo

è obbligatorio e, come tutti i passaggi della realizzazione dell'impianto deve essere

documentato.

Attenzione:

Prima della posa del rivestimento per pavimentazioni, il posatore deve verificare l'idoneità della

posa del rivestimento sullo strato di supporto. (I rivestimenti per pavimentazioni sono conservati ed

installati in conformità alle norme ed alle istruzioni del fabbricante).

5. MESSA IN FUNZIONE DELL'IMPIANTO

- Sfogare l'aria presente nell'impianto avendo cura di riempirlo circuito per circuito.

Installare sull'apposito portagomma una tubazione di scarico e, dopo aver chiuso tutti i circuiti,

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- Impostare la curva di regolazione della centralina climatica (o valvola termostatica se

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Procedere all'avviamento e alla messa a regime dell'impianto.

N.B. Per una efficace regolazione e per una corretta valutabilit

à dell'efficienza di impianto devono

essere rispettati tutti gli accorgimenti previsti dalla "regola dell'arte" (filtri in ingresso all'impianto,

by-pass o valvole di sfioro per sovrapressione, misuratori di portata su ogni circuito, misuratori

di temperatura, ecc.).

SISTEMI DI RISCALDAMENTO E

CLIMATIZZAZIONE RADIANTE

SEZIONE MASSETTO SISTEMA KILMA-ISI

Additivo Kilma Therm: da 0,5 lt a 1,5 lt ogni 100kg cemento

Additivo in Fibra: 0,9 Kg/1m3 di massetto

Battiscopa

Giunto perimetrale

Pavimentazione

Massetto addittivato

Rete elettrosaldata

dim. 2mm legante

Tubo "PE-Xc"

Ø17x2 mm

Ø20x2 mm

Pannello isolante

Kilma-Superstrong

Codice 1-5

Descrizione Camera

Area 14.08 [m2]

Codice 1-6

Descrizione Camera

Area 9.89 [m2]

L. Tot 111 [m]

Num. Circuito 4

Collettore: C1

Ambiente

1-1-Soggiorno

1-3-Bagno

1-2-Rip.

1-4-Bagno

1-5-Camera

1-6-Camera

Circuito

7

8

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P.Sogg.:P.Marg.

150 : 0

150 : 0

100 : 0

100 : 0

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100 : 0

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100 : 0

Port.[l/s]

0.15

Taratura

4,25

3,25

1

2

0,75

1,5

1,5

4,25

Collettore

C1

N.Circuiti

8(+ 1 TA

Dp Circ.Sfav.[kPa]

5.25

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1

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Port.[l/h]

95

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66

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55

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81

Max Dp Circ.[kPa]

5.51

L.Tot.[m]

83

79

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44

76

77

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T.Mandata[°C]

37) .0

L. Tot 57 [m]

L. Tot 89 [m]

Num. Circuito 6

Codice 1-2

Descrizione Rip.

Area 7.67 [m2]

Codice 1-3

Descrizione Bagno

Area 4.14 [m2]

3

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RBM S.p.A.

Via San Giuseppe,1 - 25075 Nave (BS)

fax 030 2532780 - kilma@rbm.eu

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A UN TECNICO QUALIFICATO

SISTEMA KILMA ISI

PIANTA PIANO TERRA

Rif. 1409/2012

SCALA 1:50

DATA :

30/10/2012