In occasione della Milano Design Week 2023, hai realizzato tre nuovi
progetti in collaborazione con il brand: Mater, Chamotte e Jali. Qual è il
filo conduttore tra le collezioni?
artigianale. Mater, Chamotte e Jali, benché collezioni molto diverse tra
loro, presentano tutte delle superfici complesse, dall’attitudine fortemente
materica, confortevoli alla vista e al tatto. Un omaggio all’artigianato
della ceramica, ma allo stesso tempo un’espressione di nuove tecnologie
sofisticate per la lavorazione della materia.
Come è nata Mater? Che tipo di ricerca è stata portata avanti sugli smalti
utilizzati e, in modo particolare, sulla tecnica di applicazione impiegata?
Io e Massimo siamo stati ossessionati per anni da quelle piastrelle, che
ci hanno accompagnato in ogni nostra revisione di prodotto. È stata
un’ossessione positiva, che ci ha spronati a trovare la tecnologia giusta
per una collezione industriale che parla di artigianalità.
La tua prima collaborazione e, di conseguenza, il tuo primo incontro con
Mutina risalgono al 2008. Come si è evoluto il tuo rapporto di amicizia
e di lavoro con l’azienda?
abbiamo una bellissima amicizia, condividiamo una grande passione per
il nostro lavoro e continuiamo a porci degli obbiettivi sempre più grandi.
Tutto questo senza smettere di divertirci.
Come è cambiato il tuo approccio personale alla materia ceramica nel
corso di questi anni?
è una maratona con in mezzo delle gare da 100 metri, salto in alto e
salto in lungo. Comporta tanta pazienza, tanta immaginazione, critica e
autocritica. La ceramica è un materiale versatile, capace di adattarsi, ed
estremamente resistente. È un materiale con cui si può lavorare tantissimo,
fare moltissima ricerca, lavorare sulla tecnologia e i processi, cercando
di migliorarli.
On the occasion of Milan Design Week 2023, you have realised three
new projects in collaboration with the brand: Mater, Chamotte and Jali.
What’s the common thread between the collections?
strong artisanal feeling. Though they are very different collections, Mater,
Chamotte and Jali present complex surfaces, tactile yet comfortable
to both the eye and touch. A tribute to ceramic crafts, as well as the
expression of new sophisticated technologies to work with the material.
Where did Mater come from? What kind of research did you bring
forward on glazes and, especially, on the application technique?
have been obsessed for years by those elements, they have been with us
during every product review. It was a positive obsession, that spurred us
to find the right technology for an industrial collection which speaks about
craftsmanship.
Your first collaboration and, therefore, your first encounter with Mutina
date back to 2008. How did the friendship and collaboration with the
company develop?
and I have an amazing friendship, we share a great passion for our work
and we always set ever greater goals. Of course, we don’t forget to have
fun.
How did your personal approach to the ceramic material change
throughout these years?
with 100-meter races, high jump and long jump competitions in the
middle. It requires patience, a lot of imagination, critic and self-critic.
Ceramic is a versatile material, adaptable and extremely resistant. It’s a
material with which you can experiment a lot and do so much research, as
well as working with technology and processes in order to improve them.
Opposite page – Mater Uni Beige and Segno Bianco