Acqua glicolica
Miscela anticongelante costituita da acqua e liquido antigelo concentrato
su base glicolica per l’utilizzo in collettori geotermici e sonde geotermi-
che.
Calcolo del fabbisogno termico
Negli impianti a pompa di calore è assolutamente necessario un dimen-
sionamento preciso, dato che impianti sovradimensionati provocano l’in-
nalzamento dei costi energetici e influiscono negativamente
sull’efficienza. La definizione del fabbisogno di calore avviene in base alle
norme specifiche di ogni paese: il fabbisogno di calore specifico (W/m
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)
viene moltiplicato per la superficie abitabile da riscaldare. Il risultato è il
fabbisogno di calore totale, che include sia quello per la trasmissione che
quello per i ricambi d’aria.
Coefficiente di lavoro annuo
Il rapporto tra la quantità di calore ceduta dell’impianto della pompa di ca-
lore e il lavoro elettrico assorbito in un anno costituisce il coefficiente di
lavoro annuo. È specifico per ogni impianto e prende in considerazione il
dimensionamento dell’impianto di riscaldamento (livello di temperatura e
differenza di temperatura) e non può essere posto come uguale al COP.
Coefficiente di consumo annuo
Il coefficiente di consumo è l’inverso del coefficiente di lavoro. Il coeffi-
ciente di consumo annuale indica il fabbisogno necessario (ad es. di
energia elettrica) per ottenere un determinato beneficio (ad es. energia
per riscaldamento). Il coefficiente di consumo annuale comprende anche
l’energia necessaria ai servoazionamenti.
Coefficiente di prestazione – Carnot
Il modello ideale per tutti i processi di lavoro termico è il ciclo di Carnot.
Da questo ciclo ideale (ipotetico) risulta il grado di rendimento teorico o,
rapportato alla pompa di calore, il maggior coefficiente di prestazione
(COP). Il coefficiente di prestazione – Carnot calcola solo la mera diffe-
renza di temperatura tra il lato caldo e quello freddo.
Coefficiente di prestazione (COP)
Il COP (coefficient of performance) di una pompa di calore è definito
come il rapporto tra la potenza termica ceduta alla fonte a temperatura
più alta e la potenza elettrica assorbita. Il COP esprime di conseguenza
attraverso un numero l’efficienza e la prestazione di una pompa di calore
in fase di riscaldamento. Il COP è un parametro variabile in base alla tipo-
logia di pompa di calore e alla differenza di temperatura tra la sorgente di
calore e l’ambiente da scaldare. Per questa ragione, il calcolo del COP
viene misurato in condizioni standard di prova, con la pompa funzionante
a pieno regime e con livelli di temperature prestabiliti normizzati (ad es.
con aria A2/W35, A2 = temperatura di entrata dell’aria +7 °C, W35 =
temperatura di mandata acqua di riscaldamento 35 °C e potenza elet-
trica pompa) secondo la normativa UNI EN 14511. Un COP di 4 significa
quindi che la potenza termica a disposizione è pari a 4 volte la potenza
elettrica impiegata. Le moderne pompe di calore hanno un COP che si
attestano su valori da 3,5 a 6 in base al tipo di fonte e alle temperature in
gioco. Il valore del COP viene definito attraverso il diagramma del pro-
cesso reale lg h, p dove:
COP= (h2*-h3*)/(h2*-h1*)
h1*= Entalpia inizio fase di compressione
h2*= Entalpia alla fine della fase di compressione e inizio fase di
condensazione
h3*= Entalpia alla fine della fase di condensazione
Tanto più bassa è la differenza tra la temperatura di mandata impianto e
temperatura di entrata fonte, tanto più alto è il valore di COP.
A livello indicativo si stimano:
• Temp. mandata impianto 1 K inf. –> aumento del COP + 2,5 %
• Temp. fonte 1 K superiore –> aumento del COP + 2,6 %
Per poter comparare le prestazioni delle pompe di calore, come si diceva
sopra, ci si riferisce a valori normati secondo UNI EN 14511 e ben precisi
punti di lavoro. Il punto di lavoro della pompa di calore viene definito dalla
temperatura in entrata della fonte (per l’aria A, per la terra B, l’acqua W) e
dalla temperatura di mandata del circuito utilizzatore secondario (W=35
°C).
Tipo
aria/acqua
geotermica
acqua/acqua
Condensatore
Temperatura
entrata fonte
A=7°C
B=0°C
W=10°C
Temperatura mandata
circuito secondario
W=35°C
W=35°C
W=35°C
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© Copyright Max Weishaupt GmbH · Stampa nr. 83181908, giugno 2022
In una pompa di calore è lo scambiatore di calore nel quale un flusso di
calore viene ceduto tramite la condensazione di un gas refrigerante.
Compressore
Macchina per la compressione meccanica dei gas. In seguito alla com-
pressione, la pressione e la temperatura del refrigerante aumentano sen-
sibilmente.
Direttiva sul risparmio energetico
Dal 16. dicembre 2002 è entrata in vigore la legge sull’isolamento ter-
mico e sulle tecniche impiantistiche per il risparmio energetico negli edi-
fici (direttiva 2002/91/CE), recepita con D. LGS 192 del 19.08.2005. La
direttiva sostituisce e completa il decreto sull’isolamento termico e gli im-
pianti di riscaldamento e stabilisce i requisiti fondamentali per gli edifici di
nuova costruzione.
Diagramma lg h,p
Rappresentazione grafica delle caratteristiche termodinamiche dei mezzi
di lavoro (entalpia, pressione, temperatura).
Il modo più usuale per esaminare il comportamento di un fluido frigori-
geno è quello offerto dal diagramma semilogaritmico pressione-ental-
pia. Nella figura è schematizzato tale diagramma. Sull’asse delle ascisse
si riporta il contenuto di calore del fluido (l’entalpia h) in kJ/kg. La scala
viene utilizzata soprattutto per determinare differenze di entalpia tra