10.4 Determinazione del tipo di raffrescamento

10.4.1 Raffrescamento passivo

Raffrescamento passivo con stazione di raffrescamento

passiva – Fase di Riscaldamento

Il compressore porta il gas refrigerante contenuto in un circuito

chiuso su un livello di pressione e di temperatura più alto. In tal

modo la temperatura del refrigerante, già allo stato gassoso,

aumenta ulteriormente.

A seguire, si passa al condensatore dove il fluido frigorigeno

viene prima desurriscaldato e poi condensato, ossia torna allo

stato liquido, sotto l’azione combinata della pressione che gli ha

impartito il compressore e del raffreddamento operato dall’ac-

qua del circuito di riscaldamento che circola nel condensatore

asportando calore. Se il sistema prevede dei ventilconvettori,

questi cedono calore attraverso la batteria direttamente all’aria

ambiente; la regolazione può avvenire anche attraverso le velo-

cità del ventilatore. Se l’impianto prevede invece riscaldamento

radiante a pavimento, il calore viene ceduto all’ambiente in

modo uniforme e con maggior inerzia termica.

Dopo il condensatore, il gas refrigerante, passa alla valvola di

espansione, subisce una riduzione di pressione per poi entrare

nell’evaporatore. Quest’ultimo riceve calore trasportato dal cir-

colatore del circuito geotermico, di fatto dalla terra, e assor-

bendo calore, passa dallo stato liquido a quello di vapore saturo

già a basse temperature dove riprende il ciclo descritto.

Raffrescamento passivo con stazione di raffrescamento

passiva – Fase di raffrescamento

Le sonde geotermiche sfruttano il livello costante di tempera-

tura degli strati più profondi del terreno, come fonte di raffre-

scamento per il passivo, e come fonte di riscaldamento per la

preparazione di acqua calda sanitaria.

Con l’acqua di falda è possibile avere un tipo di funzionamento

parallelo, cioè raffrescare in modo passivo e contemporanea-

mente attivare il compressore per la preparazione di acqua

calda. Con le sonde geotermiche si preferisce avere due circuiti

distinti con due circolatori (in questo secondo caso si riducono

le perdite di carico, si riduce di conseguenza l’assorbimento

elettrico e, non di poco conto per il geotermico, si ha una mag-

gior efficienza energetica poiché si attraversa un solo scambia-

tore). Una valvola deviatrice a tre vie posta sul ritorno del riscal-

damento impianto separa il circuito passivo, che viene

direzionato allo scambiatore di calore, da quello della pompa di

calore, che andrebbe sul condensatore.

Nel primario dello scambiatore di calore passivo scorre così

l’acqua di falda o l’acqua glicolata della sonda geotermica,

mentre nel secondario, scorre l’acqua dell’impianto che sarà

“fredda” grazie all’azione del raffrescamento passivo. Se previsti

i ventilconvettori, questi saranno a loro volta attraversati dall’ac-

qua “fredda” dell’impianto e andranno a sottrarre calore all’aria

ambiente (raffrescamento dinamico).

Alla stessa stregua, se previsto un sistema radiante a pavimento

o soffitto, sarà anch’esso attraversato dall’acqua “fredda” raffre-

scando la superficie (raffrescamento statico). Da stabilire in

questo caso il livello di temperatura da inviare al radiante.

© Copyright Max Weishaupt GmbH · Stampa nr. 83181908, giugno 2022

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