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ANILO RAMAZZOTTI

E’ il 1956, quando la mamma di Danilo apre una rivendita di pavimenti

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Sono per lo più cementine e marmiglie realizzate artigianalmente e tanto basta per far crescere, nei suoi occhi di bam-

bino, l’ammirazione per quei gesti precisi, misurati e ripetitivi che sono alla base dell’abilità artigiana.

Negli anni Danilo segue diverse strade che lo riportano sempre alla sua vera passione: il design.

Stringe profonde amicizie e collaborazioni con Achille Castiglioni, Richard Sapper e Gae Aulenti, che lo porterann

o

a riflettere ed a trovare un suo personale concetto di design

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La sua idea di design è fortemente legata alla materia e all’artigianalità che sono per lui una fonte inesauribile di studio.

Un giorno, chiamato come consulente per il restauro pavimentale di una piccola chiesetta, si rende conto di avere

a

che fare con un cotto molto particolare, un cotto dimenticato dalla storia di cui si sono perse le tracce

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Danilo adora le sfide e iniziano così le sue ricerche, dalle argille alle antiche metodologie di produzione, alla realiz-

zazione di infiniti campioni, e quando, finalmente apprende tutti i segreti di questo materiale, ecco che li rimette nuo

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vamente in discussione, fino a trovare le miscele e le tecniche in grado di creare un cotto perfetto, un cotto nuovo

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I suoi obiettivi sono ben chiari: trasformare il cotto in un materiale altamente performante e adatto a

i

ritmi e alle esigenze della vita contemporanea.

Questo nuovo cotto dovrà essere resistente, compatto, naturale, traspirante ma nel contempo più resistente alle

macchie e di facile manutenzione, un cotto fatto solo di bellezza e

“ zero” problemi

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Un cotto in grado di iniziare una nuova tradizione.

Questo è il CottoZero di Danilo Ramazzotti.