Trattamento dell’acqua negli

ImPIAnTI DI rISCALDAmenTo A PAnneLLI rADIAnTI

Introduzione

scita e la proliferazione di organismi microbiologici

si attesta sui 40 °C. questi organismi sono costituiti

essenzialmente da funghi, sotto forma di tenace

massa fangosa, spesso resistenti a basse concen-

trazioni di cloro. Tali proliferazioni si è visto, avven-

gono in numero maggiore in impianti vecchi.

Interventi

quando l’impianto di riscaldamento a pavimento

risulta intasato, il metodo migliore consiste nel

rimuovere l’ostruzione. Si scollega il tubo in questio-

ne dal collettore e si applica una pressione, che in

genere non supera i 3 Bar, limite tollerato da tubi

non metallici. questo limite talvolta, risulta insuffi-

ciente a rimuovere l’ostruzione. Dove le tecniche

di pressurizzazione non hanno sortito alcun effetto

sugli impianti occlusi da depositi di ossido e fan-

ghi, si impiega l’AnTIneX disgregante per ossidi,

morchie e fanghi. questa operazione risulterà più

efficace usando l’apposita pompa tipo DISIFLuX.

Prevenzione

Prove di compatibilità hanno dimostrato che i prodot-

ti FACoT sono compatibili con tutti i più comuni tipi

di materiale plastico usati per le tubazioni. Per que-

sto consigliamo di trattare gli impianti a pavimento

allo stesso modo di un impianto di tipo “tradiziona-

le”. L’operazione da eseguire consiste in un lavag-

gio completo dell’impianto con ricircolo di acqua

ad elevata portata; protezione dell’impianto dalla

corrosione (depositi di ossido) trattando l’acqua

dell’impianto col FILmAX o FILmAX e AnTIGeLo,

dove è necessaria una protezione dal gelo. Se non

presente FILmAX è consigliato, immettere nell’im-

pianto un’adeguata dose di THermAKIL

®

, quale

prevenzione alla crescita biologica.

Termografia di pavimento radiante con evidente Biofouling (alghe)

Gli impianti a pavimento moderni sono realizzati con

tubature flessibili posizionate nel massetto. A causa

della loro struttura fissa e di norma non accessibi-

le, è fondamentale che queste tubazioni vengano

preservate dalle problematiche indotte dall’acqua

che potrebbero limitarne la circolazione o addirittura

provocare intasamenti.

Tipi di impianto

Il mercato offre un’ampia scelta di tubi per la distri-

buzione del calore nell’impianto; il pi

ù diffuso metodo

di trasmissione è rappresentato dai tubi in polietilene

reticolato o in polibutilene. I tubi non metallici sono

muniti di solito di una barriera che limita la propaga-

zione dell’ossigeno nelle tubazioni stesse, ma non

sempre efficace.

Problematiche

un problema a cui vanno incontro gli impianti di

riscaldamento a pavimento è quello dovuto all’in-

tasamento. Infatti, qualunque sia il tipo di impianto,

l’acqua è a contatto col metallo e indipendentemen-

te dalla quantità di ossigeno che contiene, un certo

grado di corrosione è comunque inevitabile. La

presenza di punti freddi nell’impianto molto spesso

sono da imputare ad accumuli di ossidi di metallo.

Come la nostra esperienza ci insegna, spesso le

sostanze organiche si aggiungono ad amplificare

il problema e a rappresentare la causa principale

delle occlusioni. La temperatura ideale per la cre-

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