AT
Lo studio Calvi Brambilla si muove fluidamente tra design
e architettura lavorando su diverse scale.
Quali sono le sfide e gli aspetti pi
ù affascinanti di questi
due ambiti progettuali?
CB
In un certo senso siamo parte della vecchia scuola: ci muo-
viamo secondo il principio per cui il metodo progettuale, una
volta appreso, si applica alle diverse scale, dal cucchiaio alla
citt
à, per usare lo slogan creato da Ernesto Nathan Rogers.
Del resto, grandi maestri del design italiano come Magistretti o
Zanuso erano perfettamente in grado di gestire le diverse
scale con una disinvoltura invidiabile. Pur non avendo la pretesa
di paragonarci a questi grandi autori, Il Politecnico di Milano
in cui ci siamo formati seguiva questo comandamento e per noi
è naturale lavorare su progetti grandi e piccoli.
AT
Il vostro
è un lavoro a quattro mani che si fonda proprio
sulla dualit
à di visione e approccio. Come definireste
la vostra — quasi ventennale — collaborazione?
CB
Ci chiedono spesso quale sia il segreto per mantenere
un rapporto lavorativo e personale che dura da cos
ì tanto tempo:
direi che siamo due personalit
à complementari; pertanto,
ognuno dei due d
à un contributo diverso al progetto. Inoltre, es-
sere in due significa costringere l’altro a dare sempre il meglio
di sé. Del resto, crediamo molto nel lavoro di gruppo e cos
ì ab-
biamo deciso di fondare la Calvi Brambilla and Partners per
avere il contributo anche di professionisti pi
ù giovani che colla-
borano con noi mantenendo una certa freschezza creativa.
AT
Come e quando avete iniziato a lavorare con QuadroDesign?
CB
Abbiamo iniziato grazie alla richiesta da parte di Enrico
Magistro di disegnare uno stand per la fiera di Milano nel 2022:
da allora
è nato un rapporto di stima fortemente motivato
dall’amore per il buon design. Nel contesto di oggi, QuadroDesign
è una delle rarissime realt
à mossa dalla voglia di sperimentare
e di interpretare lo spirito del nostro tempo: il committente ide-
ale per un progettista.
AT
QuadroDesign
è un’azienda che mette al centro l’acqua,
protagonista e punto di partenza di ogni suo progetto.
Voi come vi relazionate a questo elemento, che significa-
to ha per voi?
CB
L’acqua al centro di molte religioni e sistemi filosofici:
è
chiaro a tutti il significato simbolico che le viene attribuito,
indipendentemente dalla cultura di provenienza. Per un proget-
tista, pertanto, progettare con l’acqua significa muoversi con
l’attenzione dovuta ad un elemento essenziale. L’acciaio, mate-
riale nobile che forse più di tutti rappresenta la modernit
à, è
particolarmente adatto per valorizzare la preziosit
à dell’acqua.
AT
In un progetto di interior quanto contano spazi come la
cucina o il bagno che devono sapere coniugare praticit
à
ed estetica?
CB
Non esiste buon design che non sappia coniugare fun-
zionalit
à ed estetica, anche se, proprio in funzione della sacra-
lit
à che attribuiamo all’acqua e al rito del lavarsi, l’aspetto sim-
bolico guida il progetto d’interni. Disegnare un bagno, ovvero un
ambiente speciale dove ci si denuda e ci si prende cura del
proprio corpo, richiede da parte del progettista capacit
à di im-
medesimazione e attenzione al dettaglio. Allo stesso modo
si pu
ò dire che l’atto del cucinare è talmente carico di significa-
to che, dal nostro punto di vista, richiede uno spazio speciale
che va al di l
à della pura funzionalit
à.
AT
La vostra ultima collezione Super si ispira alla figura geo-
metrica del supercerchio declinata nella manopola e
negli altri elementi che caratterizzano l’intera serie di pro-
dotti per il bagno. Quali sono i motivi che vi hanno spinto
a scegliere questa forma?
CB
Siamo partiti dalla ricerca di una forma che consentisse
la facilità della presa della manopola con la mano, quindi un de-
sign ergonomico, ma che non avesse l’aspetto di un oggetto
semplicemente disegnato in base alla sua funzione. Il supercer-
chio è una figura geometrica che amiamo perch
é sembra dise-
gnata a mano libera ma è regolata da una funzione matematica:
non a caso si tratta di una forma ampiamente utilizzata nella
progettazione delle interfacce fisiche come le tastiere.
AT
Quali sono state le principali sfide a livello estetico e fun-
zionale?
CB
L’acciaio è un materiale straordinario per la sua durevo-
lezza e per il suo aspetto ma che pone molti limiti tecnici nella
creazione di forme libere. Nel disegnare la serie Super, pertan-
to, siamo partiti proprio da una analisi dei vincoli tecnici in
modo da delimitare il campo d’azione dentro il quale potevamo
muoverci. Una volta individuato il supercerchio come disegno
come figura, abbiamo declinato il tema nelle varianti necessarie
per costruire una famiglia coerente in tutti i suoi accessori.
Il minimalismo e la pulizia estetica che caratterizza i prodotti
QuadroDesign doveva riflettersi anche nella nostra serie e
quindi c’
è stato un lungo processo di affinamento dei dettagli
condotto fianco a fianco con l’ufficio tecnico.
AT
Quali sono i vantaggi di lavorare con un’azienda così at-
tenta alla sostenibilità e in grado di valorizzare il
fattore umano, mantenendo però lo sguardo sempre ri-
volto all’innovazione e al futuro?
CB
Possiamo dire senza timore di essere smentiti che lo sfor-
zo compiuto dalla Quadro ogni giorno per ridurre l’impatto am-
bientale
è mosso da un sentimento sincero e non da una banale
mossa di marketing. Per noi, come progettisti,
è fonte di grande
soddisfazione lavorare con un marchio che
è allineato alla sensi-
bilit
à contemporanea sia nell’immagine sia nel contenuto.
Super
QuadroDesign, Bathroom Collection
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