Quattrotto, 1990

Semplice quanto geniale, stupefacente quanto

misurato, il tavolo Quattrotto trova nella bellezza

e nella magia della geometria i suoi motivi

compositivi e funzionali. Un tavolo quadrato

ideale per quattro posti si trasforma e si amplia

per arrivare ad accogliere otto persone.

Una riflessione matematica che costruendo i

triangoli di ampliamento lungo i lati del piano

quadrato arriva a raddoppiare il numero dei

commensali semplicemente aumentando di un

terzo la dimensione del tavolo. Le gambe, che

nella versione chiusa risultano posizionate alle

estremità del piano, nella soluzione aperta si

trovano nelle mezzerie, scandendo con la loro

presenza gli otto posti-tavola.

Il raffinato dettaglio costruttivo dell’elemento

che blocca i piani tra loro, visibile lungo il

perimetro nella soluzione chiusa, svela come un

indizio il principio di funzionamento di questa

silenziosa meraviglia.

As simple as it is brilliant and as startling as it is

carefully gauged, the compositional and

functional justifications for the Quattrotto table

lie in the beauty and magic of geometry.

A square-shaped table ideal for seating four

transforms and extends to actually accommodate

eight people. Mathematical thinking which by

constructing triangles (as extensions) along the

sides of the squareshaped top actually doubles

the number of people who can sit around it simply

by increasing the size of the table by a third.

The legs, which in the closed version are placed

at the ends of the table top, are actually placed

in the middle sections in the open design, thereby

providing room for eight at the table.

This elegant construction feature locking

together the different tops, visible along the edge

in the closed design, provides a clue to how this

silent marvel works.

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