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Attività/locale
Riferimento normativa
Attività
ricettive
Il D.M. 9 aprile 1994, all’art. 5.2, permette
la comunicazione tra le attività ricet-
tive ed altre destinazioni d’uso elencate
all’art. 5.1, comma b), tramite filtri a prova
di fumo o spazi scoperti. Inoltre, all’art.
6.6, prescrive che le scale a servizio di
edifici a più di sei piani fuori terra devono
essere del tipo a prova di fumo.
Autorimesse
Il D.M. 1 febbraio 1986, agli artt. 3.5.2
e 3.5.3, permette la comunicazione con
altre attività, ivi elencate, tramite filtri a
prova di fumo.
Attività
commerciali
I locali adibiti a deposito ubicati
nell’ambito delle attività commerciali, se
di superficie superiore a 1000 m2 oppure
posizionati ai piani interrati, devono co-
municare con le aree di vendita esclusi-
vamente tramite filtro a prova di fumo.
Edifici di
civile abitazione
Il D.M. 16 maggio 1987, all’art. 2, pre-
scrive che i vani scale siano di tipo a
prova di fumo già per altezze antincendi
superiori a 12 m, in base alla superficie di
competenza di ogni scala per piano.
Inoltre, l’art. 2.6 prescrive che le comuni-
cazioni con i locali cantinati pertinenti le
abitazioni avvengano tramite filtro a pro-
va di fumo nel caso degli edifici di altezza
antincendio superiore a 32 m.
Impianti
sportivi
Il D.M. 18 marzo 1996, all’art. 4, prescrive
che le comunicazioni con le attività ivi
elencate avvengano tramite filtro a prova
di fumo.
Locali di
pubblico
spettacolo
Il D.M. 19 agosto 1996, all’art. 2.2.3, pre-
scrive che le comunicazioni con le attiv-
ità ivi elencate avvengano tramite filtro a
prova di fumo.
Il filtro a prova di fumo costituisce una delle principali misure di
protezione antincendio e garantisce enormi vantaggi in termini
di sicurezza antincendio.
Il D.M. 03/08/2015, e in precedenza il D.M. 30/11/83, definisco-
no il locale filtro a prova di fumo come un vano, collegante due
diversi compartimenti, e caratterizzato da:
• classe di resistenza a fuoco non inferiore a 30 minuti;
• due o più porte almeno E30-Sa munite di congegni di
autochiusura;
• carico di incendio specifico qf non inferiore a 50 MJ/m
2
.
La funzione di questo locale è quella di impedire l’ingresso di
fumi e gas tossici generati da un incendio, garantendo quindi
la separazione dai compartimenti adiacenti e agevolando la via
di esodo degli occupanti. La presenza di questo locale è pre-
scritta dal Codice di Prevenzione Incendi, e in precedenza già
introdotto per diverse attività:
Dal punto di vista progettuale la vigente normativa (D.M.
03/08/2015) prevede tre diverse soluzioni per garantire la com-
partimentazione:
1) Filtro dotato di camino di ventilazione ai fini dello smaltimen-
to dei fumi d’incendio, adeguatamente progettato e di sezione
comunque non inferiore a 0,10 m
2
, sfociante al di sopra della
copertura dell’opera da costruzione.
2) Filtro mantenuto in sovrappressione, ad almeno 30 Pa in con-
dizioni di emergenza, da specifico sistema progettato, realizza-
to e gestito secondo la regola dell’arte.
3) Filtro aerato direttamente verso l’esterno con aperture di
superficie utile complessiva non inferiore a 1 m
2
. Tali aperture
devono essere permanentemente aperte o dotate di chiusura
facilmente apribile in caso d’incendio in modo automatico o
manuale. È escluso l’impiego di condotti.
Negli edifici multipiano di notevoli dimensione è spesso impos-
sibile aerare direttamente dall’esterno il locale filtro a prova di
fumo o anche dotarlo di camino di ventilazione “adeguatamen-
te progettato” a causa delle diverse condizioni climatiche.
E’ perciò sempre più diffuso ricorrere a sistemi di sovrapressio-
ne che garantiscono, in maniera automatica, la creazione di una
zona franca dal fumo, che dia libero accesso alle vie di fuga,
mantenendole libere dai gas e fumi sprigionati nella combustio-
ne. Fanno parte di questo tipo di soluzione i pressurizzatori per
filtro fumo.
Il funzionamento di questi componenti deve essere comple-
tamente automatico: in caso di incendio i sensori attivano la
ventola che, aspirando l’aria dall’esterno mediante opportuna
canalizzazione, porta il locale filtro fumo ad una pressione di
almeno 30 Pa.
Per una corretta progettazione è inoltre necessario eseguire il
calcolo aeraulico della portata e prevalenza che il pressuriz-
zatore deve garantire. Il predimensionamento tiene conto dei
seguenti fattori:
• dimensioni del locale;
• dimensioni e n° porte;
• fessurazioni delle porte (secondo UNI EN 12101-6);
• lunghezza e percorso delle condotte di distribuzione.
Una volta definiti portata (m3/h) e prevalenza (Pa) necessari, il
progettista potrà individuare il modello più idoneo per l’appli-
cazione del filtro fumo. Gli stessi parametri dovranno essere
garantiti in fase di installazione in modo da assicurare la sovra-
pressione del locale filtro fumo.
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