PERCHE' SCEGLIERE GLI IMPIANTI

IDRONICI DI CLIMATIZZAZIONE AD

ELEVATO SALTO TERMICO?

Progettando gli impianti ad elevato

salto termico, non si compromette

la sicurezza del generatore o di altri

componenti dell’impianto, ma si può,

mantenere un alto livello di comfort

termoigrometrico e contempora-

neamente incrementare l’efficienza

dell’intero sistema riducendo l'inve-

stimento iniziale e i relativi costi di

esercizio.

GEN

CIRCUITO

PRIMARIO

CIRCUITO

SECONDARIO

Utenza

GEN

Utenza

= potenza termo-frigorifera

= portata d'acqua

= calore specifico

= differenza di temperatura

= potenza di pompaggio

= portata d'acqua

= prevalenza statica utile

= rendimento del gruppo di pompaggio

Capitolo 1

INTRODUZIONE

L’attenzione sempre più viva verso il risparmio energetico in ambito civile, ha

portato gli esperti del settore termotecnico a studiare nuove soluzioni che

consentano di perseguire una maggiore efficienza energetica negli impianti

di climatizzazione, ventilazione e produzione di ACS. Aermec ha risposto a tale

necessità aggiornando il proprio catalogo con unità dotate di componentistica

all’avanguardia (inverter, valvole di regolazione elettroniche, gas alternativi,

regolazioni evolute) e proponendo nuove soluzioni sia nei generatori di potenza

termica e frigorifera (iniezione di vapore, polivalenti, free cooling, ecc...), sia nei

terminali d’impianto (fancoil con effetto radiante, dual jet, ecc...).

Oltre alle soluzioni messe in campo dai costruttori, anche gli altri professionisti

della filiera (progettisti, architetti e installatori) hanno dovuto adeguare le proprie

scelte progettuali e costruttive per conseguire i suddetti obiettivi, analizzando

tutti i componenti che costituiscono il sistema edificio-impianto.

Negli impianti idronici, il sistema di distribuzione del fluido termovettore non

può esimersi da tale analisi, dal momento che rappresenta una voce rilevante

delle spese energetiche.

Ecco perché una delle principali soluzioni utilizzate per ridurre le spese di

pompaggio è rappresentata dall’utilizzo di pompe di circolazione a giri variabili,

che consentono la modulazione della portata d’acqua circolante nell’impianto.

Gli impianti a portata d’acqua variabile si possono suddividere in due

macrocategorie:

• Impianti a doppio anello: caratterizzati da un anello primario, mantenuto

a portata costante, tra generatore e disgiuntore idraulico e da un anello

secondario, a portata variabile, tra disgiuntore e terminali. Queste soluzioni

non presentano alcuna criticità sugli scambiatori dei generatori, che vengono

attraversati sempre dalla medesima portata d’acqua.

• Impianti a singolo anello: costituiti da un unico anello che lavora a portata

variabile in funzione delle richieste di potenza ai terminali. Necessitano di un

sistema di regolazione che gestisca la portata d’acqua sul generatore per evitare

problematiche legate alla possibile variazione repentina della portata d’acqua

sugli scambiatori di pompe di calore e refrigeratori.

Le criticità della seconda soluzione descritta sono legate alla complessità del

sistema di regolazione ed alla possibile riduzione repentina della portata d'acqua

sullo scambiatore lato impianto dei generatori. Il pericolo è legato alla possibilità

che il sistema di regolazione non riesca ad inseguire questa variazione quando la

richiesta di potenza termica e frigorifera da parte delle utenze è estremamente

variabile. Il rischio è quello di generare importanti instabilità nell'esercizio di

pompe di calore e refrigeratori e, nei casi peggiori, di determinare l'aspirazione

di gas refrigerante liquido da parte dei compressori nel funzionamento a freddo.

Queste criticità hanno portato a studiare e ad analizzare altre soluzioni che

permettano di perseguire i medesimi risparmi senza alterare il funzionamento e

la vita utile dei generatori stessi.

Technical Focus - 11

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