PERCHE' SCEGLIERE GLI IMPIANTI
IDRONICI DI CLIMATIZZAZIONE AD
ELEVATO SALTO TERMICO?
Progettando gli impianti ad elevato
salto termico, non si compromette
la sicurezza del generatore o di altri
componenti dell’impianto, ma si può,
mantenere un alto livello di comfort
termoigrometrico e contempora-
neamente incrementare l’efficienza
dell’intero sistema riducendo l'inve-
stimento iniziale e i relativi costi di
esercizio.
GEN
CIRCUITO
PRIMARIO
CIRCUITO
SECONDARIO
Utenza
GEN
Utenza
= potenza termo-frigorifera
= portata d'acqua
= calore specifico
= differenza di temperatura
= potenza di pompaggio
= portata d'acqua
= prevalenza statica utile
= rendimento del gruppo di pompaggio
L’attenzione sempre più viva verso il risparmio energetico in ambito civile, ha
portato gli esperti del settore termotecnico a studiare nuove soluzioni che
consentano di perseguire una maggiore efficienza energetica negli impianti
di climatizzazione, ventilazione e produzione di ACS. Aermec ha risposto a tale
necessità aggiornando il proprio catalogo con unità dotate di componentistica
all’avanguardia (inverter, valvole di regolazione elettroniche, gas alternativi,
regolazioni evolute) e proponendo nuove soluzioni sia nei generatori di potenza
termica e frigorifera (iniezione di vapore, polivalenti, free cooling, ecc...), sia nei
terminali d’impianto (fancoil con effetto radiante, dual jet, ecc...).
Oltre alle soluzioni messe in campo dai costruttori, anche gli altri professionisti
della filiera (progettisti, architetti e installatori) hanno dovuto adeguare le proprie
scelte progettuali e costruttive per conseguire i suddetti obiettivi, analizzando
tutti i componenti che costituiscono il sistema edificio-impianto.
Negli impianti idronici, il sistema di distribuzione del fluido termovettore non
può esimersi da tale analisi, dal momento che rappresenta una voce rilevante
delle spese energetiche.
Ecco perché una delle principali soluzioni utilizzate per ridurre le spese di
pompaggio è rappresentata dall’utilizzo di pompe di circolazione a giri variabili,
che consentono la modulazione della portata d’acqua circolante nell’impianto.
Gli impianti a portata d’acqua variabile si possono suddividere in due
macrocategorie:
• Impianti a doppio anello: caratterizzati da un anello primario, mantenuto
a portata costante, tra generatore e disgiuntore idraulico e da un anello
secondario, a portata variabile, tra disgiuntore e terminali. Queste soluzioni
non presentano alcuna criticità sugli scambiatori dei generatori, che vengono
attraversati sempre dalla medesima portata d’acqua.
• Impianti a singolo anello: costituiti da un unico anello che lavora a portata
variabile in funzione delle richieste di potenza ai terminali. Necessitano di un
sistema di regolazione che gestisca la portata d’acqua sul generatore per evitare
problematiche legate alla possibile variazione repentina della portata d’acqua
sugli scambiatori di pompe di calore e refrigeratori.
Le criticità della seconda soluzione descritta sono legate alla complessità del
sistema di regolazione ed alla possibile riduzione repentina della portata d'acqua
sullo scambiatore lato impianto dei generatori. Il pericolo è legato alla possibilità
che il sistema di regolazione non riesca ad inseguire questa variazione quando la
richiesta di potenza termica e frigorifera da parte delle utenze è estremamente
variabile. Il rischio è quello di generare importanti instabilità nell'esercizio di
pompe di calore e refrigeratori e, nei casi peggiori, di determinare l'aspirazione
di gas refrigerante liquido da parte dei compressori nel funzionamento a freddo.
Queste criticità hanno portato a studiare e ad analizzare altre soluzioni che
permettano di perseguire i medesimi risparmi senza alterare il funzionamento e
la vita utile dei generatori stessi.