La soluzione alternativa agli impianti a portata variabile sul primario che sta

prendendo piede è rappresentata dagli impianti ad elevato salto termico. Questa

logica di progettazione prevede il dimensionamento dei diversi componenti

considerando una maggior differenza di temperatura tra mandata e ritorno del

fluido termovettore, con conseguente riduzione della portata d’acqua circolante nel

sistema di distribuzione, mantenuta costante sull’anello primario.

Per semplicità, in questo documento chiameremo questa soluzione tecnica “impianti

ad alto ΔT”.

L’analisi tecnico-economica del presente documento illustrerà i risultati di confronto

tra due soluzioni progettuali differenti, evidenziando i principali vantaggi della

soluzione ad alto ΔT per il caso studio di un edificio adibito ad uso uffici, nel quale il

ΔT = 8°C è stato sostituito al canonico ΔT = 5°C.

Questo aumento di salto termico è limitato e non richiede lo studio di geometrie

e circuitazioni delle batterie di scambio termico speciali per le pompe di calore e i

ventilconvettori.

A parità di altre condizioni al contorno, aumentare il salto termico sull’acqua e di

conseguenza la differenza di temperatura media logaritmica tra i due fluidi (aria/

acqua), comporta una leggera riduzione della capacità di deumidificazione: laddove

sia necessario, è opportuno ottimizzare la taglia dei terminali per garantire le

condizioni di comfort desiderate.

Viene così presentato un confronto tra i risultati delle due soluzioni ΔT = 5°C e ΔT

= 8°C, dimostrando come, anche con un così piccolo aumento del salto termico

del fluido termovettore, sia possibile ottenere risparmi economici ed energetici

piuttosto interessanti.

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Technical Focus - 11