nello schema di fig. 2 si vede un doppio conden-
satore nel circuito frigorifero: accanto a quello che
interagisce con l’aria (3) ne esiste un secondo (5)
che dissipa in acqua tutto il calore di condensazio-
ne. Quando ciò avviene, ovvero quando ci si trova
in regime di funzionamento con integrazione, il
condensatore ad aria (3) è bloccato e in ambiente
si può immettere aria fresca e secca.
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Schematizzazione di un deumidificatore isotermo.
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Schematizzazione di un deumidificatore con integrazione sensibile.
Oltre alla deumidificazione, le unità di trattamento
aria e VMC possono prevedere durante il periodo
estivo un’integrazione sensibile per soddisfare le
esigenze di zone con carichi termici più elevati.
Le unità con integrazione termodinamica sono
provviste di circuito frigorifero per realizzare, oltre
alla deumidificazione, il raffrescamento dell’aria.
Le unità con integrazione idronica, sprovviste
di circuito frigorifero, sono dotate di una batteria
idronica che consente, oltre alla deumidificazione
dell’aria, di effettuarne il raffrescamento in estate
(mandata +7 °C, ritorno +12 °C) o il riscaldamento in
inverno (mandata +50 °C, ritorno +40 °C).
Dalla precedente spiegazione del principio di
funzionamento dei deumidificatori, si possono
chiaramente individuare i vantaggi o
fferti dalle
macchine con integrazione termodinamica:
– richiedono acqua a 15-18 °C, la stessa tempera-
tura richiesta dai sistemi radianti raffrescanti, e
consentono ai gruppi frigoriferi di lavorare con
temperature dell’acqua più alte dei classici 7 °C
necessari ai sistemi di climatizzazione idronici,
con grande beneficio in termini di rendimento
energetico (EER - Energy Efficiency Ratio)
– presentano un alto rapporto potenza latente/
portata d’aria: con un valore che raggiunge i 2,5
W per ogni m
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/h, minimizzano la quantità d’aria
Raffrescamento e trattamento dell’aria
Capitolo 6