Trattamenti Chimici e Fisici, cosa fare
L’acqua, sia che provenga da acquedotto, sia da fal-
da sorgiva, contiene svariati sali minerali. In parti-
colare i carbonati di Calcio e magnesio, detti anche
sali della durezza. La quantità di tali sali disciolti in
acqua ne determinano la durezza, misurata in par-
ti per milione (ppm) di Carbonato di Calcio, o più
comunemente in gradi francesi (°f), dove 10 ppm
di CaCo
3
equivalgono a 1 °f. I sali di Calcio e ma-
gnesio, con il calore si trasformano in carbonati e
precipitano formando l’incrostazione comunemen-
te chiamata calcare. questo succede già attorno ai
35 – 40 °C. Il calcare è un pessimo conduttore di
calore e quindi un ottimo isolante termico, ciò vuol
dire che dove ci sono incrostazioni sarà necessaria
sempre più energia elettrica o termica per riscalda-
re l’acqua alla temperatura desiderata. Le incrosta-
zioni nei tubi, poi diminuiscono lo spazio utile per
il passaggio dell’acqua e possono causare anche
una corrosione puntiforme, la più temibile perché
obbliga la sostituzione o la riparazione delle tuba-
zioni, senza contare poi i danni dovuti all’ostruzione
causati a valvole, elettropompe, miscelatori, teste
delle docce, etc. La soluzione a tutti questi proble-
mi è l’abbattimento della durezza, ossia l’addolci-
mento o il condizionamento dell’acqua dell’impianto
come prescritto dal Dm 26/15.
Da molti anni è diffusa la tecnica di additivare dei
prodotti chimici specifici all’acqua potabile per la
protezione degli impianti idrici dalla corrosione e
dalle incrostazioni di calcare; tra questi ha preso
piede l’utilizzo di dosatori proporzionali di Polifosfa-
to.
Il Polifosfato infatti si combina con la durezza
dell’acqua e ne impedisce la precipitazione (in par-
ticolare quando l’acqua viene riscaldata in caldaie,
boiler, lavatrici, lavastoviglie, etc), evitando così la
formazione di incrostazioni, che determinano per-
dita di efficienza dei sistemi di riscaldamento e ele-
vati consumi energetici. Il Polifosfato inoltre esplica
una funzione protettiva delle tubazioni esercitando
un’azione anticorrosiva. Il dosaggio del polifosfato,
diffuso sul mercato in diverse forme, in particolare
polvere, cristalli, liquido e ricariche, è generalmente
realizzato con due tipologie di sistemi: proporzionali
e non proporzionali.
I sistemi non proporzionali dosano una quantità di
fosfati nell’acqua indipendentemente dalla portata e
dal consumo. I sistemi proporzionali invece dosano
una quantità di fosfati nell’acqua proporzionale alla
portata ed al consumo, risultando particolarmente
indicati per il trattamento di acque destinate al con-
sumo umano. In particolare i sistemi con polifosfato
in polvere, come i ns. WL-DoSP 5 - 6 - 7 (Fig.2).
I sistemi con polifosfato liquido sono invece dei veri
e propri sistemi di pompaggio che addizionano l’ad-
ditivo vincendo la pressione di rete dell’acqua.
WL-doSP Id2
1
WL-doSP Id3
WL-doSP Id4
48
2
Fig.1 - 2
Esempi di dosatori di polifosfato in pastiglie (Sopra)
e in polvere (Sotto)