Trattamento chimico dell’acqua nell’impianto di riscaldamento

IL PROGETTISTA

Il progettista(dove esiste progetto) o l’installatore devono prevedere obbligatoriamente il trattamento dell’acqua a protezione degli

impianti termici nuovi e riqualificati secondo i due adempimenti legislativi sotto riportati:

- RIFERIMENTO NORMATIVO D.P.R. 26 AGOSTO 1993 N°412 (agg. DP.R. 21/12/99 N°551) - Art. 5, comma 6

L’applicazione della norma tecnica UNI 8065, relativa ai sistemi di trattamento acqua,

è prescritta, nei limiti e con le specifiche indicate

nella norma stessa, per gli impianti termici di nuova installazione con potenza complessiva o superiore a 350 kW.

- RIFERIMENTO NORMATIVO “DECRETO REQUISITI MINIMI” - DMiSE 26.06.2016 - Supplemento Ordinario n. 39 della GU n. 162 del 15.07.2015

“Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”

Estratto del Testo: All.1 - Capitolo 2.3 - Punto 5 “Trattamento acqua impianti di riscaldamento e acqua calda sanitaria”:

In relazione alla qualit

à dell’acqua utilizzata negli impianti termici per la climatizzazione invernale, con o senza produzione di acqua calda

sanitaria, ferma restando l’applicazione della Norma tecnica UNI 8065, è sempre obbligatorio un trattamento di condizionamento chimico.

Per impianti di potenza termica del focolare maggiore di 100 kW e in presenza di acqua di alimentazione con durezza totale maggiore di

15 gradi francesi,

è obbligatorio un trattamento di addolcimento dell’acqua dell’impianto. Per quanto riguarda i predetti trattamenti si fa

riferimento alla norma tecnica UNI 8065.

L’INSTALLATORE

L’installatore deve prevedere obbligatoriamente l’installazione dell’idoneo trattamento dell’acqua a protezione degli impianti termici nuovi

e riqualificati e completare la compilazione della scheda n.2 e 14 del Libretto di Impianto.

RIFERIMENTO NORMATIVO: D.M. 10-2-2014 - Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica di cui

al decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013. (Pubblicato nella GU 7 marzo 2014, n.55).

A partire dal 15 ottobre 2014, gli impianti termici devono essere muniti di un nuovo “libretto di impianto per la climatizzazione”, conforme

al modello riportato dall’allegato I del DM 10.02.2014 e le schede n.2 e 14.4 sono dedicate all’obbligatorietà del trattamento dell’acqua a

protezione degli impianti termici di climatizzazione invernale.

IL MANUTENTORE

Il manutentore all’atto dei controlli sull’efficienza energetica dell’impianto deve anche effettuare la verifica della presenza e della

funzionalità dei sistemi di trattamento acqua (apparecchi e condizionanti chimici) e completare la compilazione dell’allegato di efficienza

energetica al punto C.

RIFERIMENTO NORMATIVO: DPR 74/13 “relativo all’esercizio, alla conduzione, al controllo, alla manutenzione e alle ispezioni degli impianti

termici per la climatizzazione invernale ed estiva e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari”.

Il decreto prevede all’art.8 comma c) che il manutentore della caldaia all’atto delle visite di controllo periodiche sugli impianti, debba

verificare anche la presenza e la funzionalit

à dei sistemi di trattamento acqua.

Oltre ai consueti testi di rendimento energetico mediante l’analisi di combustione dei fumi, la “verifica della caldaia” sar

à accompagnata

anche da un obbligatorio controllo delle apparecchiature e prodotti utilizzati per la protezione del circuito di riscaldamento e dell’impianto

di acqua calda sanitaria.

NORMA UNI 8065:2019 ESTRATTO

4. Inconvenienti tipici di un impianto termico e possibilità di intervento

La definizione delle caratteristiche limite per le acque degli impianti termici ha come scopo la eliminazione o la sostanziale riduzione

degli inconvenienti afferenti o riconducibili all’acqua in tali impianti. Questi inconvenienti, che pregiudicano seriamente l’efficienza degli

impianti e determinano sostanziali perdite energetiche, sono riassumibili in:

- Incrostazioni (rif. “Precipitazione dei sali costituenti la durezza che si depositano sulle pareti”);

- Corrosioni (rif. “Processo di tipo elettrochimico che si manifesta con una asportazione superficiale del metallo che pu

ò giungere aria

- Depositi (rif. “Il risultato della precipitazione di sostanze organiche ed inorganiche insolubili”);

- Crescite biologiche (rif. “Forme di vita organica che solitamente vengono classificate in alghe, funghi, muffe e batteri”).

Le incrostazioni sono causa di riduzione dell’efficienza dell’impianto, del ridotto scambio termico,di occlusione di tubature e, spesso,

sono responsabili di innesco di fenomeni corrosivi. Le incrostazioni vengono evitte mediante trattamenti di stabilizzazione chimica e/o di

addolcimento con resine a scambio ionico.

La corrosione in generale

è un processo di tipo elettrochimico che si manifesta con una asportazione superficiale del metallo che può

giungere aria sua perforazione. La corrosione di controlla mediante condizionamento chimico specifico o polivalente.

I depositi differiscono dalle incrostazioni in quanto incoerenti... e possono dare luogo agli stessi inconvenienti citati per le incrostazioni.

I depositi si evitano mediante filtrazione dell’acqua all’ingresso, adeguato regime di spurghi e condizionamento chimico dell’acqua in

circuito.

Le crescite biologiche assumono particolare rilievo i batteri autotrofi (ad esempio i ferrobatteri ed i batteri solfato-riduttori)

particolarmente temibili piochè causa diretta di corrosioni localizzate. Le crescite biologiche si prevengono mediante l’uso di biocidi.

Caratteristiche dell’acqua per gli impianti termici

Trattamenti prescritti: Per tutti gli impianti è necessario prevedere un condizionamento chimico.

Caratteristiche dell’acqua di riempimento e di rabbocco: L’acqua utilizzata per il primo riempimento e per il rabbocco degli impianti

deve essere limpida ed avere una durezza totale inferiore a 15°F. Nota: Per gli impianti di riscaldamento con potenza minore di 350 kW

(300.000 kcal/h), se l’acqua di riempimento o rabbocco ha durezza inferiore a 35°F, l’addolcimento pu

ò essere sostituito da idoneo

condizionamento chimico.

Caratteristiche dell’acqua del circuito: L’acqua presente nel circuito deve esser per quanto possibile limpida, con Ph superiore a 7

(con radiatori a elementi in alluminio e leghe leggere il Ph deve essere anche inferiore a 8). I condizionanti devono essere presenti entro le

concentrazioni prescritte dai fornitori. Il ferro deve avere una concentrazione inferiore a 0.5 ppm, mentre per il rame tale valore scende a

<0.1 ppm.

EFFETTI NEGATIVI DELLA MANCATA PULIZIA DELL’IMPIANTO

L’impianto termico, in mancanza di adeguata prevenzione e protezione contro gli inconvenienti appena descritti, può andare in contro ad

una serie di problemi:

- Usura e rottura precoci dei componenti dell’impianto

- Corrosioni dovute a reazione fra i metalli o a residui di fabbricazione/installazione

- Rumore nei radiatori dovuto alla formazione di gas idrogeno

- Rumore nella caldaia causato dall’intasamento dello scambiatore

- Problemi di circolazione dovuti alla presenza di scaglia, fanghi e residui metallici

Il risultato è una perdita della portata dell’impianto, una maggior fatica (cio

è consumi) per la caldaia