INTRODUZIONE AI SISTEMI SEFFC
Durante gli eventi di incendio i pericoli maggiori per l’uomo sono senza dubbio la temperatura in prossimità dell’incendio e i fumi contenenti gas e sostanze nocive che si propagano
a distanze anche notevoli rispetto al punto di origine.
Spesso la causa maggiore di danni irreversibili alle persone è dovute al fumo che impedisce la visibilità e ne rallenta la fuga. Inoltre il prolungarsi della permanenza e di conseguenza
della respirazione di gas e fumi da incendio, incide negativamente sulle capacità fisiche e psichiche degli occupanti rallentandone cosi l’uscita con proprie forze.
sicurezza dell’intervento delle squadre di sicurezza oltre alla limitazione dei danno a strutture e beni.
L’azione del sistema SEFFC ( Sistemi Evacuazione Fumo e Calore ) crea e mantiene uno strato libero da fumo al di sopra del pavimento attraverso la rimozione del fumo stesso e
dei gas caldi prodotti con la simultanea immissione di aria nuova.
legislativo.
Per trarne i dovuti benefici e per la funzione occasionale che viene richiesta per questi impianti, è importante e necessario che la propria efficienza ed affidabilità sia garantita in
ogni momento.
iniziale e manutenzione dei sistemi di evacuazione di fumo e calore” che descrive le procedure per il controllo iniziale, il controllo e la manutenzione periodica dei sistemi SEFFC
prevedere una suddivisione attraverso compartimenti a soffitto o mediante barriere al fumo opportunamente dimensionati e approvati.
Non si esclude la possibilità di installare un impianto SEFFC utilizzando un approccio ingegneristico simile a quello proposto dalla presente norma anche per casi diversi da quelli
trattati supportato da una approfondita analisi di fattibilità.
Non è invece applicabile in quei luoghi o ambienti a rischio di esplosione , in corridoi e corridoi con scale.
Il dimensionamento dei sistemi di evacuazione fumo e calore dipende dall’altezza libera da fumi desiderata e dal cosiddetto “gruppo di dimensionamento”, una grandezza
adimensionale intera (con valore compreso tra 1 e 5) che riassume la criticità delle condizioni cui la progettazione dovrà far fronte. A sua volta, il gruppo di dimensionamento
verrà determinato in base alle ipotesi formulate circa la velocità di propagazione dell’incendio e la durata convenzionale di sviluppo dello stesso. Al dimensionamento del sistema
contribuisce, infine, anche il rilascio termico specifico (kW/m
2
) considerato che potrà essere individuato in 300 kW/m
2
2
.
La velocità di propagazione dell’incendio (determinabile in “alta”, “media”, “bassa”) rappresenta un indice qualitativo della possibilità di propagazione delle fiamme alle zone
circostanti il punto di innesco dell’incendio. Dipenderà quindi dalla tipologia dei materiali presenti, dovendo però essere prese in considerazione anche configurazione e disposizione
velocità di propagazione).
La velocità di propagazione attesa potrà essere determinata in base ad una specifica analisi del rischio oppure essere ricavata dalla propria esperienza professionale o dalla
di estinzione incendi – Sistemi automatici sprinkler. Progettazione, Installazione e Manutenzione”) ai fini della valutazione della corrispondente velocità di propagazione dell’incendio
(ad esempio, al gruppo di pericolo “OH2” corrisponderà una velocità di propagazione media).
La durata convenzionale di sviluppo dell’incendio indica il tempo che si presume intercorra tra lo scoppio dell’incendio, e l’inizio delle operazioni di estinzione dello stesso. La durata
un sistema automatico di rivelazione o di personale in grado di intervenire adeguatamente ai fini dell’individuazione dell’incendio. Il tempo di intervento andrà invece fatto decorrere
tra l’allarme e l’inizio vero e proprio delle operazioni di estinzione. La valutazione del tempo di intervento dovrà necessariamente tener conto di specifiche locali quali, ad esempio,
la distanza dal distaccamento VVF e la percorribilità delle strade oltre a possibili problematiche supplementari dovute, ad esempio, a condizioni climatiche avverse. Per avere una
valutazione qualitativa riguardante la difficoltà con cui i VVF riescono ad intervenire a secondo della zona in cui sia collocato l’edificio oggetto della progettazione, valutazione che
dovrà essere ulteriormente approfondita secondo le specificità del caso in esame, è particolarmente utile il rimando alle informazioni fornite dall’”Annuario statistico del corpo
nazionale dei Vigili del Fuoco” (http://www.vigilfuoco.it) che, per i diversi comandi presenti sul territorio nazionale, riporta i corrispondenti tempi di intervento.
L’altezza libera da fumi di progetto dovrà essere valutata in funzione delle caratteristiche dell’attività in esame. Tale altezza dovrà essere sufficiente a che siano consentiti l’esodo in
piena sicurezza delle persone presenti e l’intervento delle squadre di emergenza ai fini di un’efficace estinzione dell’incendio. In ogni caso, l’altezza minima consentita per lo strato
di aria libera da fumo non potrà essere inferiore a 2,5 m; inoltre, qualora siano presenti materiali, merci o manufatti particolarmente sensibili al fumo, il limite inferiore dello strato
di fumo dovrebbe essere mantenuto distante almeno 0,5 m dagli stessi.
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Catalogo 2015
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