Legionella un batterio “pericoloso”
Il batterio infatti penetra nel nostro organismo per
via respiratoria, mediante inalazione o aspirazione
di aerosol. Più le gocce di acqua sono piccole, più
il germe può raggiungere facilmente le basse vie
respiratorie, in particolare i polmoni. L’aerosol può
essere generato da varie fonti: l’apertura di acqua
di un rubinetto o di una doccia in presenza di con-
taminazione dell’impianto idrico, vasche per idro-
massaggio e piscine; bagni turchi e aree adibite a
sauna; fontane ornamentali specialmente se collo-
cate in ambiente interno; impianti di irrigazione di
giardini, acque di scarico di impianti igienici, torri
di raffreddamento e condensatori evaporativi, im-
pianti di condizionamento in genere. Quest’ultimi,
nei luoghi in cui sono stati installati, creano un vero
e proprio rischio legionella, qualora non ricevano
un’adeguata e periodica manutenzione.
Legionella e la normativa vigente
La legge italiana ha disciplinato la materia Legio-
nella con una serie di linee guida ufficiali. Queste
riguardano le prevenzione e il controllo della Legio-
nellosi, le indicazioni per i gestori di strutture turisti-
co-ricettive e termali, le indicazioni per i laboratori
di diagnosi microbiologica e controllo ambientale.
Il Ministero delle Salute ha redatto tali linee guida
per la prima volta nel maggio 2000: sono state il
primo documento nazionale di normativa Legionel-
la, finalizzato a fornire agli operatori sanitari infor-
mazioni aggiornate sulla Legionellosi, sulle diverse
fonti di infezione, sui metodi diagnostici e d’indagi-
ne epidemiologica ed ambientale.
Il quadro normativo fa riferimento ai seguenti prov-
vedimenti, cui afferisce la normativa legionella
2018 e seguenti:
• Il Decreto Legislativo 81/08, “Testo Unico sulla
Salute e Sicurezza sul Lavoro”, offre indicazioni
sulla garanzia di igiene dell’ambiente di lavoro a tu-
tela della salute dei lavoratori.
Riguardo la Legionellosi, è lo stesso testo di leg-
ge a stabilire le linee guida per la prevenzione ed
il controllo, e le misure da adottare per il controllo
della legionella nei luoghi di lavoro.
• Accordo Stato – Regioni del 2013 e 2015 (79/
CSR del 07/05/2015) integra le indicazioni conte-
nute nelle precedenti linee guida nazionali (‘Linee
guida per la prevenzione ed il controllo della legio-
nellosi’, G. U. 5 maggio 2000; “Linee guida recanti
indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture
turistico-recettive e termali” e “Linee guida recanti
Enterobatteri
indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi mi-
crobiologica e controllo ambientale della legionello-
si”, G.U. n 28 del 4 Febbraio 2005 e G.U. n 29 del 5
Febbraio 2005).
Le linee guida per la legionellosi stabiliscono che
il Protocollo di Controllo del Rischio Legionella è
obbligatorio per tutte le strutture potenzialmente a
rischio, con riferimento a tutti gli impianti idraulici e
di condizionamento. Il protocollo prevede tre fasi:
1 - Valutazione del rischio legionella: indagine degli
impianti (se necessario, tramite campionamenti ef-
fettuati da tecnici specializzati). La valutazione può
essere realizzata con periodicità biennale annuale
o quando la situazione richiede un monitoraggio
tempestivo (in caso di modifiche agli impianti, lavori
di ristrutturazione, esito positivo di esami batteriolo-
gici con valori di legionella oltre la soglia)
2 - Gestione del rischio legionella: misure di contra-
sto alla legionella (volte a mantenere la concentra-
zione dei microorganismi presenti nell’acqua pota-
bile entro i limiti stabiliti per legge) e nomina di un
Responsabile per il monitoraggio e la verifica delle
attività. Tutte le misure per prevenire la legionella
(interventi di manutenzione straordinari, uso di pro-
dotti e attrezzature specifiche per la disinfezione
da legionella) devono essere riportate nel Registro
degli Interventi.
3 - Comunicazione del rischio: attività informative e
di sensibilizzazione rivolte ai gestori degli impianti,
ai tecnici, alle associazioni di categorie a ai respon-
sabili degli edifici pubblici.
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