Linee guida per il trattamento Impianti aria

partire dal 31 dicembre 2019 nella citt

à di Wuhan,

nella Cina centrale. L’11 febbraio 2020, l’OMS ha

annunciato che la malattia respiratoria causata

dal nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19

(Corona Virus Disease). La pandemia del 2020 ha

messo sotto i riflettori l’importanza delle attività di

sanificazione degli ambienti, intesi come insieme di

superfici e apparecchiature per il trattamento aria.

Impianti clima e Covid

Con il Rapporto ISS (Istituto Superiore di Sanità)

n. 33/2020 del 25 maggio 2020, “Indicazioni sugli

impianti di ventilazione/climatizzazione in strutture

comunitarie non sanitarie e in ambienti domestici in

relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2” vie-

ne fatto riferimento alla sanificazione come la som-

ma di due fasi, un’accurata detersione, durante

la quale vengono rimossi sporco e materiale orga-

nico dalle superfici, seguita da un’ef

ficace disin-

fezione. Sono diverse le pubblicazioni riguardanti

i prodotti da utilizzare per le operazioni di pulizia e

disinfezione, e nel corso del tempo sono diventa-

te sempre più specifiche. Ci limitiamo a citare una

delle più recenti, il Rapporto ISS Covid-19 n. 19 del

25 aprile 2020:

“La linea guida dell’ECDC (European Center for

Deases Prevention and Control) riporta che, di

massima, la pulizia con acqua e normali detergenti

e la disinfezione con prodotti disinfettanti comuni

è di per sé sufficiente, come primo intervento, per

la decontaminazione delle super

fici anche se non

sono, a tutt’oggi, disponibili prove speci

fiche della

loro efficacia su SARS-CoV-2.”

Esiste anche un riferimento normativo, la UNI EN

15780 “Ventilazione degli edifici - Canalizzazione

- Pulizia dei sistemi di ventilazione”, che descrive

quali sono le modalità per valutare e operare la pu-

lizia dei sistemi di ventilazione degli edifici.

Emerge quindi ancora una volta che le operazioni,

in rigoroso ordine, di pulizia e disinfezione sono in-

dissolubili tra loro.

Batteri

I batteri sono microrganismi unicellulari che, a se-

conda della forma che assumono, prendono nomi

diversi. La loro classificazione

è ampia: si suddi-

vidono, infatti, sia in base alla loro capacità di vi-

vere con o senza ossigeno sia in base all’aspetto

fisio-patologico. Per studiarli è necessario allestire

un terreno di coltura che permetta di valutare la

crescita, la numerosità, la velocità e la motilità, ma

non solo. Le informazioni che si ottengono permet-

tono anche di comprendere la virulenza del batterio

e di conseguenza la sua importanza in termini tera-

peutici e prognostici.

Se distinti in base alla loro forma sono chiamati:

bacilli, a forma di bastoncino

cocchi, se sono sferici: diplococchi (2 cocchi);

stafilococchi (cocchi disposti a grappolo); strepto-

cocchi (cocchi disposti a catenelle); streptobacilli

(bacilli disposti a catenelle)

vibrioni, a virgola

spirilli, a spirale

spirochete, a cavatappi

I batteri di dividono inoltre in base alla loro possibi-

lità di vivere o meno in presenza di ossigeno. Sono:

aerobi: respirano ossigeno e vivono in un am-

biente in cui è presente ossigeno. Crescono sola-

mente in presenza di O2.

anaerobi: vivono in ambienti privi di ossigeno, e

muoiono se vengono messi in un ambiente con os-

sigeno. Sono ad esempio i batteri intestinali.

anaerobi facoltativi: vivono e crescono anche in

assenza di O2, ma la loro crescita è più veloce in

presenza di 02.

Batteri e rischi per la salute

Tra i batteri più pericolosi che possiamo trovare ne-

gli ambienti destinati ad uso umano, c’è la Legionel-

la. La Legionella è un microrganismo ampiamente

diffuso in natura, dove si trova principalmente asso-

ciato alla presenza di acqua sia essa di fiumi, laghi,

serbatoi, termale o ad uso umano quando sgorga

dai nostri rubinetti. Oggi le infezioni da Legionella

rappresentano un problema serio e preoccupante

per la sempre più frequente presenza del batterio

nell’acqua calda sanitaria di case, alberghi, cam-

peggi, piscine, ospedali, case di riposo, ed in ogni

situazione in cui la temperatura dell’acqua sia di

almeno 25 °C. Non aiuta certo il ritorno degli im-

pianti centralizzati e dei grossi volumi di accumulo

dell’acqua calda sanitaria, dovuti in alcuni casi alla

presenza di impianti solari, mettendo dunque in di-

scussione la sicurezza anche del settore condomi-

niale, dove il rischio Legionella è sempre più eleva-

to. Ma non solo... Concentrazioni particolarmente

elevate e pericolose possono essere rilevate anche

in impianti di climatizzazione dell’aria, costituiti da

torri di raffreddamento, condensatori evaporativi o

umidificatori dell’aria. Spesso ci si trova ad affron-

tare questo problema in impianti esistenti nei quali

sono già presenti diverse problematiche quali cor-

rosioni, incrostazioni calcaree, rami morti in cui non

vi è continua circolazione dell’acqua, accumuli non

regolarmente manutenuti, che costituiscono degli

elementi di crescita per la Legionella stessa.

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