FOCUS ON

L’industria

alimentare

Per ciò che riguarda il comparto agroalimentare, l’anno

2016 può essere diviso in due parti: i primi nove mesi

caratterizzati da dinamiche modeste e solo leggere

variazioni, l’ultimo trimestre, invece, caratterizzati

da una spinta interessante e da variazioni positive.

Rispetto al 2000, la produzione alimentare ha fatto

segnare un aumento di circa il 10% contro il -20%

dell’intera produzione industriale.

Per quanto riguarda l’export, tra i primi mercati europei

si confermano Germania (+1,8%), Francia (+3,2%)

e Regno Unito (+0,9%). Inoltre, conserva ancora una

discreta spinta, anche se in costante indebolimento,

la Spagna, con un progressivo del +5,3%. Su altri fronti

si rinforza il passo degli USA con un +4.8% rispetto al

3.6% dell’anno prima e si segnala il progressivo e netto

recupero del Canada, che segna un +7,7% dopo il +5,6%

del precedente anno.

Aermec / Refrigerazione Industriale

LE CIFRE DI BASE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE ITALIANA

Fatturato

Produzione (quantità)

Numero imprese industriali

(con oltre 9 addetti)

Esportazioni

Importazioni

Saldo

Totale consumi alimentari

Posizione all’interno

dell’industria

manifatturiera italiana

2013

Mld € 132

(+1,5%)

-0,7%

6.845

Mld € 26,2

(+6,1%)

Mld € 19,5

(+4,8%)

Mld € 6,7

(+9,8%)

Mld € 225

2° posto (13%)

dopo settore

metalmeccanico

2014

Mld € 132

(+0,0%)

-0,6%

6.850

Mld € 27,1

(+3,5%)

Mld € 20,4

(+4,8%)

Mld € 6,8

(+0,0%)

Mld € 227

2° posto (13%)

dopo settore

metalmeccanico

2015

Mld € 132

(+0,0%)

-0,6%

6.850

Mld € 29

(+6,7%)

Mld € 20,8

(+2,0%)

Mld € 8,2

(+20,6%)

Mld € 230

2° posto (13%)

dopo settore

metalmeccanico

2016

Mld € 132

(+0,0%)

1,1%

6.850

Mld € 30

(+3,6%)

Mld € 20,7

(-0,3%)

Mld € 9,3

(+13,4%)

Mld € 230

2° posto (13%)

dopo settore

metalmeccanico

2017(*)

Mld € 134

(+1,5%)

1,0%

6.850

Mld € 31,5

(+5,0%)

Mld € 20,9

(+1,0%)

Mld € 10,6

(+14,0%)

Mld € 231

2° posto (13%)

dopo settore

metalmeccanico

A livello di comparto, i settori più importanti sono:

il settore enologico, l’Italia è infatti il primo produttore

mondiale di vino, il primo paese esportatore in

quantità ed il terzo per superficie vitata; il settore

dolciario al secondo posto con uno stabile +12,5%

ed il settore lattiero-caseario che annota un +5,6%

rispetto all’anno precedente. Registrano, inoltre,

variazioni positive a due cifre il “saccarifero” (+23,7%)

e la lavorazione dei cereali (+18,8%). Seguono: il “caffè”

(+8,7%), gli “oli e grassi” (+6,5%).

Elaborazioni a cura dell’Ufficio Studi di Federalimentare su dati ISTAT

*stime

Nonostante il leggero calo (-1,5%), da tenere

sicuramente sotto controllo il settore della bevanda

più popolare del mondo: la birra. Infatti, negli ultimi

anni si sta assistendo ad un cambiamento nel mercato

della birra: da un lato i grossi birrifici si stanno

internazionalizzando sempre più, dall’altro stanno

nascendo molti microbirrifici con l’obiettivo di creare

prodotti di qualità per un pubblico di nicchia.

L’Italia, Paese in cui il settore della birra porta nelle casse

dello Stato circa 4 miliardi di euro all’anno, vanta

il maggior tasso di crescita in Europa con un +138%

di microbirrifici attivi negli ultimi cinque anni.

8

19,8

%

Vini, mosti

e aceto

7,3

%

Trasformazione

ortaggi

2,8

%

Acque minerali

e gassose

1,1

%

Ittico

Processi

alimentari

12,5

%

Dolciario

7,1

%

Oli e grassi

2,5

%

Acquaviti

e liquori

0,6

%

Birra

9,7

%

9,0

%

Altre industrie

Lattiero

alimentari

Caseario

5,3

%

4,6

%

Carni preparate

Caffè

2,4

%

1,8

%

Alimentazione

Riso

animale

0,6

%

0,1

%

Zucchero

Alcool etilico

7,9

%

Pasta

3,7

%

Trasformazione

frutta

1,2

%

Molitorio

Refrigerazione industriale

Per mantenere inalterate le proprietà organolettiche

di un prodotto, sovente si rende necessario l’utilizzo

dell’impianto di refrigerazione direttamente durante

il processo.

Prodotti come il formaggio, il vino, la birra, i succhi di

frutta e il caffè istantaneo hanno bisogno delle basse

temperature durante il processo di trasformazione

della materia prima in prodotto finito.

A seconda della fase specifica, la temperatura richiesta

può variare dai 10-15 °C fino a valori di -5°C.

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