10.4.12 Raffrescamento statico

Il raffrescamento statico si basa sullo scambio termico di tipo

radiante tra le superfici raffrescate del pavimento, delle pareti o

del soffitto e sull’aria ambiente. Le temperature dell’acqua

fredda sono superiori al punto di rugiada dell’aria ambiente per

evitare la formazione di condensa sulla superficie. Le potenze

frigorifere trasferibili dipendono sensibilmente da fattori di in-

fluenza esterni (ad es. umidità dell’aria). Nel raffrescamento sta-

tico vengono impiegate tubazioni annegate direttamente negli

elementi disperdenti (ad es. nel pavimento) e percorse dall’ac-

qua dell’impianto. Gli impianti radianti presentano numerosi van-

taggi, infatti questo sistema aderisce perfettamente alle richie-

ste di abitazioni di prestigio e in strutture dove si ricerca l’alta

qualità energetica con elevati standard di benessere, garan-

tendo le seguenti caratteristiche:

• Comfort fisiologico assicurato sia nella fase estiva sia inver-

nale;

• Non “ruba” spazi, l’impianto è completamente nascosto ed

integrato nella struttura;

• Il funzionamento è silenzioso;

• Non ci sono correnti d’aria o fastidiosi movimenti di polvere;

• La manutenzione è quasi assente o molto ridotta in impianti di

una certa dimensione;

• I costi della gestione sono decisamente inferiori rispetto ad

impianti tradizionali.

10.4.12.1 Raffrescamento a pavimento

Pur essendo l’impianto radiante a pavimento una soluzione scelta

principalmente per il comfort invernale, si presta per il tipo di strut-

tura nella quale si integra per l’utilizzo in raffrescamento estivo.

In particolare il raffrescamento con radiante a pavimento trova la

naturale applicazione quando si presentano le seguenti condi-

zioni:

• impiego in ambito residenziale

• struttura ad elevata inerzia

• assenza di picchi nei carichi termici estivi (struttura ben coiben-

tata)

• buon rapporto superfici opache/superfici trasparenti

• deboli carichi termici interni (sia sensibili sia latenti)

• assenza di brusche variazioni dei carichi termici

Di conseguenza con un investimento relativamente contenuto da

un punto di vista impiantistico e della regolazione, nella stagione

calda le costruzioni nuove possono essere anche raffrescate con

sistemi di riscaldamento a superfici radianti. In base al tipo di im-

pianto, al passo tra i tubi, alla temperatura di mandata, al tipo di

pavimento, la potenza frigorifera media è di circa 25 - 45 W/m2.

ATTENZIONE

Avvertenza

Utilizzando sistemi di riscaldamento a superfici

radianti (ad esempio riscaldamento a pavimento),

volendo estenderli al raffrescamento, gli investimenti

aggiuntivi da affrontare sono davvero minimi. Tempe-

rature di mandata al di sopra del punto di rugiada evi-

tano la formazione di condensa così come differenze

di temperature elevate tra ambiente interno ed

esterno (sindrome del sick-building).

10.4.12.2 Raffrescamento a soffitto

Il raffrescamento a soffitto rappresenta una soluzione molto

efficiente in ambito raffrescamento. In particolare, il raffresca-

mento con radiante a soffitto trova la naturale applicazione

quando si presentano le seguenti condizioni:

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ATTENZIONE

Attenzione

L’idoneità costruttiva del pavimento, in particolare del

massetto applicato, alla funzione di raffrescamento

deve essere attestata dal costruttore.

in strutture con carico termico variabile

con carichi termici interni importanti

quando si debba privilegiare il comfort estivo

quando non è possibile sfruttare il pavimento

in ambienti con utilizzo discontinuo

possibile impiego in ambito terziario

La potenza di un raffrescamento a soffitto dipende dalla carat-

teristica costruttiva, es. tubazioni installate direttamente nel sof-

fitto e ricoperte da uno strato di intonaco, oppure pannello in

cartongesso con tubazione annegata all’interno dello spessore

della lastra. La potenzialità frigorifera specifica può raggiun-

gere, a seconda del sistema, valori da 40 a 80 W/m2 in base al

tipo di pannello e al DT tra temperatura ambiente e acqua.

Durante la progettazione e l’ esecuzione dell’ impianto occorre

prestare particolare attenzione ad evitare correnti d’ aria indesi-

derate e alla sorveglianza anticondensa.

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