A seguire sono riportate le Informazioni ed i suggeri-
menti per una corretta interpretazione ed applicazio-
ne del DM 37/08.
Accumulo dell’acqua calda
I generatori di calore destinati alla produzione cen-
tralizzata di acqua calda per usi igienici e sanitari per
una pluralit
à di utenze di tipo abitativo devono essere
dimensionati secondo le norme tecniche UNI 9182 e
disporre di un sistema di accumulo dell’acqua cal-
da di capacit
à adeguate. (Riferimento normativo DPR
412/93 Art. 5.7).
Acqua potabile
I requisiti di qualità dell’acqua potabile di alimenta-
zione devono essere conformi al D Lgs 31/01 in at-
tuazione alla Dir. 98/83/CE.
Cisterne
Per depositi di olio combustibile o gasolio per IM-
PIANTI TERMICI si applicano le norme di cui alla cir-
colare del Ministero dell’Interno del 28-04-05.
Collegamenti
I collegamenti dalle tubazioni alle apparecchiature
(bollitori, accumuli...) devono essere sempre eseguiti
con flange o con bocchettoni a tre pezzi. (Riferimento
UNI 9182 Art. 20.3.7)
Dimensionamento Dell’accumulo
Il dimensionamento deve essere eseguito in relazio-
ne a: fabbisogno totale di acqua del periodo di punta,
durata del periodo di preriscaldamento, temperatura
dell’acqua fredda, l’acqua calda distribuita e l’acqua
accumulata. (Riferimento UNI 9182 Art. 9.3.1)
Generatori separati
La produzione centralizzata dell’energia termica ne-
cessaria alla climatizzazione degli ambienti e alla
produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari
per una pluralità di utenze, deve essere effettuata
con generatori di calore separati. (Riferimento DPR
412/93 Art. 5.6)
Impianti di messa a terra
Gli impianti elettrici devono essere dotati di impianti
di messa a terra e di interruttori di
fferenziali o di altri
sistemi di protezione equivalenti. (Riferimento Nor-
mativo DM 37/08)
Prevenzione “legionella”
Per prevenire la presenza di questo batterio si riporta
quanto suggerito dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (WHO Bulletin OMS, Vol. 681990):
- Riscaldare l’acqua a una temperatura di accumulo
di 60°C.
- Assicurarsi che l’acqua, in ogni punto dell’ impianto,
abbia una temperatura di almeno 50°C.
Protezione dal gelo
Poiché l’acqua ghiacciando aumenta di volume, la
pressione all’interno di un serbatoio chiuso sareb-
be così rilevante da produrne la rottura. Per evitare
quest’eventualità occorre progettare e condurre l’im-
pianto in modo tale che l’acqua non scenda mai a
0°C.
Ricircolo
Nel caso in cui la distribuzione fosse centralizzata,
è indispensabile prevedere una rete di ricircolo che
consenta all’acqua di restare in continuo movimento
e di evitare le conseguenze delle perdite di calore in
caso di stagnazione. (Riferimento UNI 9182 Art. 9.5)
Temperatura di distribuzione
I generatori di calore destinati alla produzione cen-
tralizzata di acqua calda per usi igienici e sanitari per
una pluralità di utenze di tipo abitativo, devono esse-
re progettati e condotti in modo che la temperatura
dell’acqua, misurata nel punto d’immissione alla rete
di distribuzione, non superi 48°C, +5°C di tolleranza. (
Riferimento Normativo DPR 412/93 Art. 5.7)
Temperatura di accumulo
( Riferimento UNI 9182 - Appendice L) Anche se la
norma prevede temperature di accumulo fino a 65°C,
si consiglia di non superare la soglia dei 60°C per ga-
rantire risparmio energetico, contenere le precipi-
tazioni calcaree e ridurre il fenomeno di corrosione
elettrochimica. Per non superare questa temperatura
ideale, la capacità del bollitore deve essere opportu-
namente dimensionata.
Inoltre (Appendice U) è vietato convogliare acqua
con temperatura superiore a 60°C in presenza di tu-
bazioni in acciaio zincato.
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